Giuseppe Rovani

Giuseppe Rovani (Milano, 1818 – 1874) fu scrittore, giornalista e figura centrale della vita culturale milanese dell'Ottocento. Figlio di un orafo indolente e di una madre manesca, ebbe un'infanzia difficile. Fu dapprima istitutore presso famiglie nobili, poi impiegato presso la biblioteca di Brera — incarico che perse per aver partecipato ai moti del 1848 e per essersi arruolato come volontario a difesa della Repubblica Romana. Esiliato in Svizzera, nel Canton Ticino incontrò figure di spicco del Risorgimento come Giuseppe Mazzini, Carlo Pisacane e Carlo Cattaneo, con cui strinse una profonda amicizia. Patriota e caposcuola della Scapigliatura milanese, tornò a Milano nel 1851 riprendendo l'impiego a Brera. Sul piano letterario, assunse una posizione critica nei confronti del romanzo storico romantico, accusandolo di stereotipi sentimentali e meccanismi narrativi logori. La sua opera più celebre è Cento anni, apparso a puntate sulla Gazzetta di Milano tra il 1857 e il 1858, dedicato alla vita milanese dal 1750 al 1850, che esercitò un notevole influsso anche come modello critico in campo letterario, artistico e musicale. La vita privata fu infelice: il figlio morì a quattro anni, il matrimonio si rivelò un fallimento, e Rovani si dette al bere. Morì in miseria, e il suo corpo venne mummificato da Paolo Gorini e tumulato al Cimitero Monumentale di Milano.

Le opere

CENTO ANNI

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